Quando nasce un figlio, i pensieri sono tanti. La salute, la serenità, il suo percorso di crescita. Ma c’è anche un’altra forma di protezione che spesso si tende a rimandare: quella economica.

Oggi, nella Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, esiste un’opportunità concreta che permette di iniziare a costruire il futuro previdenziale dei bambini fin dai primi mesi di vita. La Regione riconosce infatti un contributo economico a favore dei nuovi nati (e dei minori adottati o affidati) che vengano iscritti a un fondo pensione.

Un aiuto reale che può arrivare fino a 1.100 euro per ciascun bambino.

Un fondo pensione fin dalla nascita: il contributo della Regione per il futuro dei tuoi figli 32 1

Perché la Regione ha introdotto questo contributo

L’obiettivo è semplice ma importante: diffondere la cultura della previdenza complementare e aiutare le famiglie a iniziare per tempo un percorso di risparmio a lungo termine.

Sappiamo che la pensione può sembrare un tema lontano quando si parla di un neonato. Eppure proprio il tempo è il principale alleato della previdenza: iniziare presto significa poter costruire gradualmente un capitale, anche con piccoli versamenti.

Con questa misura la Regione sostiene economicamente questo primo passo.

In cosa consiste il contributo

Il contributo viene riconosciuto quando il bambino viene iscritto a una forma di previdenza complementare prevista dalla normativa vigente.

Non è legato al reddito familiare e non richiede ISEE.

L’importo complessivo può raggiungere:

  • 300 euro nel primo anno di vita (o nel primo anno dalla data di adozione o affidamento);
  • 200 euro all’anno per i quattro anni successivi.

In totale, il sostegno regionale può arrivare a 1.100 euro.

Per ricevere le annualità successive è richiesto un versamento minimo di 100 euro all’anno nel fondo pensione intestato al minore.

Il contributo non viene erogato direttamente alla famiglia, ma versato sul fondo pensione del bambino, contribuendo ad accrescere la sua posizione previdenziale.

Chi può accedere

Il contributo è destinato ai bambini, fino al compimento del quinto anno di vita:

  • nati dal 1° gennaio 2025;
  • adottati o affidati dalla stessa data.

In via transitoria, il contributo spetta anche a coloro che alla data del 1° gennaio 2025 compiono o non hanno ancora compiuto il quinto anno di vita e a coloro per i quali non sono ancora trascorsi cinque anni dalla data di adozione o di affidamento, con conseguente apertura alla possibilità, per i nati, adottati o affidati negli anni 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 di accedere al contributo.
Il contributo spetta, anche in questo caso, fino al compimento del quinto anno di vita o fino a cinque anni dalla data di adozione o di affidamento e comunque non oltre il diciottesimo anno di età.

Sono richiesti i seguenti requisiti:

  1. il richiedente deve risiedere, in via continuativa, in un comune della Regione da almeno tre anni al momento della presentazione della domanda di contributo;
  2. il minore deve essere residente alla nascita in Regione o acquisire la residenza in Regione per effetto del provvedimento di adozione o di affidamento. Per gli anni successivi al primo anno di vita o al primo anno di adozione o di affidamento il minore deve risiedere in un comune della Regione per il periodo annuale di riferimento del contributo (tale requisito si intende soddisfatto con una residenza continuativa di almeno dieci mesi);
  3. al momento della presentazione della domanda, deve essere già stata attivata l’adesione del minore ad una delle forme di previdenza complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 e s.m.

Possono presentare la richiesta:

  • uno dei genitori (biologico o adottivo);
  • un affidatario;
  • il tutore legale del minore.

Un’opportunità da valutare con attenzione

Aprire un fondo pensione per un figlio non significa solo accedere al contributo regionale. Significa iniziare un percorso di pianificazione che guarda lontano.

I fondi pensione permettono:

  • versamenti flessibili nel tempo;
  • scelta tra diversi profili di investimento;
  • possibilità di incrementare o sospendere i contributi;
  • benefici fiscali previsti dalla normativa.

Ogni famiglia può valutare la soluzione più adatta in base alle proprie esigenze e alla propria capacità di risparmio.

Il contributo regionale rappresenta quindi un incentivo iniziale, ma la vera scelta è quella di investire sul futuro del proprio figlio con consapevolezza.

Quando presentare la domanda

La richiesta deve essere presentata entro:

  • il secondo anno di vita del bambino;
  • oppure entro due anni dalla data di adozione o affidamento.

Per la fase transitoria (nati tra il 2020 e il 2024), la scadenza è fissata al 31 dicembre 2027.

È prevista una marca da bollo da 16 euro e la presentazione della documentazione richiesta.

Perché informarsi adesso

Questa misura rappresenta una novità importante nel panorama italiano. Iniziare presto permette di:

  • non perdere il diritto al contributo;
  • pianificare con serenità i versamenti;
  • sfruttare al meglio il fattore tempo.

Spesso si tende a rimandare le decisioni legate alla previdenza. Ma quando si parla dei propri figli, anche un piccolo passo oggi può fare la differenza domani.

Come possiamo affiancarti

Attivare un fondo pensione per un figlio è prima di tutto una scelta di pianificazione. Il contributo regionale è un’opportunità importante, ma è fondamentale valutare con attenzione la soluzione più adatta alla propria famiglia.

Presso Assicurazioni Potenza possiamo aiutarti a:

  • comprendere come funziona la previdenza complementare per i minori;
  • valutare le diverse tipologie di fondo pensione disponibili;
  • scegliere il profilo più coerente con un orizzonte di lungo periodo;
  • aiutarla nella domanda di contributo

Ogni situazione familiare è diversa: possiamo aiutarti a valutare con attenzione questa opportunità e a individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze.